Presentare non significa raccontare la storia altrui
Nome, ruolo o legame possono rivelare identità, orientamento, espressione, comunità o una relazione non autorizzata per quel pubblico. Presenta il punto d'incontro, non la biografia.
Le esperienze trans, travesti, non binarie, femboy, gay, lesbiche e bi sono diverse, non sinonimi. L'aspetto non rivela identità, pronomi, orientamento o permesso di condividere.
Concorda in privato ogni contesto
Prima di riunione, festa, visita o chiamata chiedi in privato come la persona vuole essere presentata. Conferma nome, pronomi, ruolo, legame e cosa omettere. Il consenso tra amicizie non vale automaticamente in famiglia, al lavoro o sui social.
Chiedi solo il necessario, accetta “preferisco non dirlo” e consenti modifiche. Senza risposta usa il nome già fornito e informazioni funzionali neutre.
Usa una presentazione minima e utile
“Questa è Alex, partecipa al progetto di design” spesso basta. Ripetere il nome o riformulare evita pronomi senza trasformare il genere in annuncio. La neutralità protegge la privacy, non indovina l'identità.
Non aggiungere nome precedente, dato legale, diagnosi, transizione, orientamento o come vi siete conosciuti. Anche un dato vero può fare outing senza consenso.
Proteggi inviti e tag digitali
Controlla nome visualizzato, email, elenco partecipanti, titolo del calendario e registrazione. Chiedi prima di taggare profili, pubblicare foto, condividere posizione o collegare account separati.
Se la piattaforma impone il nome legale o mostra dati vecchi, avvisa e offri una via più sicura. Non copiare dati sensibili solo per facilitare la presentazione.
Quando non puoi chiedere
In un incontro improvviso usa solo ciò che è già pubblico lì: il nome usato e il motivo pratico della presenza. “Vi conoscete già?” lascia a ciascuna persona la scelta.
In emergenze o procedure condividi solo il dato necessario con chi ne ha bisogno e spiega poi cosa hai detto e perché. La curiosità non diventa necessità.
Ripara l'errore senza amplificarlo
Correggi brevemente nome o pronome e prosegui. Scuse lunghe attirano attenzione, chiedono conforto e possono rivelare un contesto privato.
Se l'errore è in invito, elenco, registrazione o post, chiedi come correggerlo. Modifica o rimuovi, limita le copie e non annunciare il motivo.
Crea un protocollo senza supposizioni
Chi organizza può offrire un campo privato e facoltativo per la presentazione, separato dai dati legali e visibile solo all'accoglienza. Indica accesso, conservazione e modalità di correzione o cancellazione.
Un buon protocollo vale per chiunque: presentazioni brevi, pronomi facoltativi, nessuna divulgazione automatica e conferma prima di foto, elenchi o registrazioni.
- Chiedi in privato e per contesto.
- Usa solo nome, ruolo e legame autorizzati.
- Non dedurre identità, orientamento o pronomi.
- Controlla inviti, tag, foto e registrazioni.
- Correggi brevemente e limita i registri.
- Rendi semplice modificare o revocare il consenso.

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